CENTRO MARIO OLLA
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Centro Pistoiese di Documentazione per l'Emigrazione Mario Olla

Il Centro Pistoiese di Documentazione per l'emigrazione nasce nel 1998 con lo scopo di ricercare, ricostruire e diffondere la storia dell'emigrazione pistoiese.

Sin dalla sua costituzione il Centro raccoglie materiali per un archivio permanente formato da pubblicazioni, foto, corrispondenza, documenti e testimonianze orali.
Dal 01/12/2012, a seguito dello scioglimento della Comunità Montana dell'Appennino Pistoiese, la Provincia di Pistoia, con atto G.P. n. 114 del 24/07/2013, ha trasferito i materiali e la gestione del Centro di Documentazione per l'emigrazione Mario Olla all'Ecomuseo della Montagna Pistoiese. I materiali documentari sono oggi custoditi e consultabili presso il punto informativo centrale di Palazzo Achilli, a cura dell'Associazione Ecomuseo della Montagna Pistoiese.

Mario Olla - breve biografia

Nato a Firenze il 27 agosto 1924, durante la guerra Mario Olla militò nella brigata partigiana "G.Bozzi". Nel 1952 iniziò il suo impegno politico pubblico: consigliere comunale di San Marcello e membro della Giunta, nel 1968 fu eletto Sindaco, incarico che ricoprì per ben quattordici anni, durante i quali promosse iniziative sociali a sostegno degli emigrati.
L'area montana pistoiese, povera di risorse economiche, aveva prodotto nel tempo continui flussi migratori e Mario Olla si fece promotore presso la Regione Toscana di una legge in favore dei Toscani all'estero, approvata nel 1977 e che dette vita alla Consulta, un organismo a tutela dei diritti degli emigrati.
Il suo impegno a favore degli emigrati fu totalizzante; con frequenti viaggi all'estero stimolò l'associazionismo fra i Toscani, conobbe le diverse realtà del mondo, ebbe stretti contatti con gli emigrati di vecchia e nuova generazione, ascoltò le loro istanze e i loro bisogni e se ne fece portavoce in seno alle istituzioni, rivalutò il ruolo degli emigrati nella società e rafforzò la loro identità.

L'emigrazione pistoiese

Difficilmente identifichiamo l'emigrazione con gli oltre ventisette milioni di italiani che hanno popolato ogni angolo del mondo, in particolare a partire dalla seconda meta dell'Ottocento. Ancor meno ci soffermiamo a pensare che molti di loro erano toscani e fra questi i pistoiesi non erano pochi. La possibilità di far pascolare in luoghi più adatti le greggi insieme all'impossibilità, in loco, di produrre un reddito sufficiente a sfamare i propri familiari spingevano i pastori, boscaioli, carbonai e manovalanza generica ad allontanarsi ogni anno per molti mesi. Per secoli i pistoiesi hanno importato i propri saperi oltre frontiera: dagli scalpellini agli operai metallurgici della Montagna Pistoiese fino alle balie, ai garzoni e ai figurinai della Valdinievole. In terre straniere appresero, loro malgrado, nuovi mestieri: da minatori a muratori, da operai degli altoforni fino ai mestieri più faticosi e pericolosi ma ottenendo spesso anche successi personali, imprenditoriali e commerciali.

Bibliografia utile

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